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visitato *loading* volte
Il soggiorno, breve, brevissimo e senza fiato, a Londra è evidenziato per l'ennesima volta la solita verità: io e la campagna siamo incompatibili.
Mi ripeto che non si può giudicare uno stile di vita da 3 giorni vissuti da turista (con un perenne mal di piedi) e che quindi la vera vita in una grande città è ben diversa...Però com'è difficile tornare a vivere qui, assolvere di nuovo alla solita routine, le solite incombenze nell solito scenario. Gli occhi vagano attraverso i campi che circondano la casa e, al di là del grano che segue il suo ciclo vitale, nulla mi torna incontro, nessuno stimolo, nessuna varietà.
Il punto non è vivere a Londra o a Genova o a Vicenza.Il punto è vivere qui, io che in profondità percepisco di non appartenere a questo luogo.Comincio ad capire il perchè mangio tanto come quando vivevo in Sicilia:-/



Tanto l'ha detto, il coniuge, che ero sorda che sorda son diventata!
E mannaggia all'otite!Sono sordaaaaaaaaaaaaaaa!!!
Sto cominciando a considerare cure alternative!

Come forse molti avranno dedotto senza troppa fatica (molti si fa per dire, dato che non credo siano in molti a leggere questo blog) io ho passato molta parte della mia vita in Sicilia.
Prima di diventare una pandessa nomade, sono stata una psicopanda sradicata.
Al mondo ci sono persone che per loro stessa natura sono capaci di vivere allegramente per non troppo tempo nello stesso luogo.Sono come gerani a cui si possono staccare i rami e ripiantarli in altra terra e quelli prendono, attecchiscono serenamente.Ci vuole proprio totale incapacità per far morire un geranio, insomma. Poi ci sono persone come le piantine di maggiorana, che se le strapazzi da un posto all'altro, si addolorano e tristemente si spengono.Non c'è pezza:si ingrigiscono,sempre più scheletriche, perdono il loro colore, perdono il loro aroma e restano lì, giorno dopo giorno, a perenne testimonianza della loro infelicità. Eppoi ci sono persone che sono come le rose. Non importa se il negoziante ti assicura che quella pianta è ben resistente, la rosa vive di vita propria. Enigmatica, si lascia trasportare , trapiantare, irrigare...ma poi?Qual'è la giusta quantità di acqua?Qual'è la giusta esposizione?Quanto nutrimento gli devi dare? Pensi che lì dove le hai collocate vada bene, che abbiano tutto ciò che serve, aria, acqua, nutrimento, luce in quantità...Poi, magari fa anche un primo giro di boccioli ma dopo...dopo è capacissima di incupirsi, di chiudersi in se stessa e di non dar più segni di simpatia, in nessun modo. Resta lì, ingrugnita, in attesa di non si sa che. Forse di tornare nel suo vivaio, l'unico posto che ha conosciuto come "casa".
Bene, quando avevo 10 anni, i miei genitori hanno pensato di avere un geranio in famiglia, cercando di piantarmi in Sicilia. Il problema è che io non ero un geranio. Per molti anni sono stata come la rosa : fissa, immobile e incaxxata. Sembravo ber radicata, ho fatto i miei bei boccioli iniziali ma poi basta. Appena è stato chiaro che da lì non mi sarei potuta più muovere, mi sono congelata e impaludata. Dai 10 ai 29 anni.
19 anni di livore
Lo so, si ci chiederà il perchè. Nell'entroterra di Catania ho avuto finalmente la bella cameretta che non avevo a Genova e giocattoli. E nessuno di veramente caro con cui condividerli. Vedevo il mare solo se particolarmente fortunata ( per una nata a Genova è una sofferenza profonda), non parlavo il dialetto (l'ho parzialmente imparato solo attraverso Pirandello) tentando ostinatamente di conservare il mio accento ligure, uscivo relativamente poco , non riuscivo a legare se non con poche amiche.La prima adolescenza è stata uno strazio. La fine della scuola un altrettanto strazio.Perchè la Sicilia è davvero molto bella, il problema è che se cerchi lavoro come lo cercavo io a 19 anni,inglese fluente, francese parlato, ottimo italiano (da non dare per scontato ) non te ne fai molto della bellezza di Taormina o di Catania.
Le uniche volte che ho lavorato sono state quelle in cui avevo avuto la fortuna di conoscere la persona giusta. E neanche chissà che lavoro, ben inteso.
In compenso ho appurato che se sei :
a)un po' più appariscente (di me) (studio medico che cercava una receptionist bionda);
b)disposta a viaggiare col capo con voce ansimante (geometra o contabile di qualcosa);
c)come sopra , senza voce ansimante ma con sguardo maialesco(ufficio di patronato) e senza fidanzato;
d)più vicina alla sede di lavoro e magari un po' più informale (hotel nei pressi di Taormina)
e)conoscente di qualcuno al Comune (agenzia viaggi)
hai più probabilità di trovare impiego (le altre centinaia di domande di lavoro inoltrate non hanno avuto riscontro quindi non fanno testo), beninteso se ti accontenti di vivere d'aria e non pretendi di essere pagata in modo dignitoso.
Eh sì, sono ancora parecchio arrabbiata con la Sicilia nonostante il potere rilassante del gardening (dicono)
Forse non tutti sanno che da almeno metà della mia vita sono un'amante dell'opera di James Joyce ( Ma no!! Ma chi l'avrebbe detto?!). Non posso definirmi conoscitrice, se non parziale (parecchio parziale, per chi ha un'idea del lavoro di Joyce) ma quantomeno posso dire di me di essere un' "amatrice amatoriale".
Appartengo cioè a quella frazione di umanità (spesso femminile) che verso i 18/19 anni ha sviluppato un'informale "cotta" nei confronti di Stephen Dedalus, principale personaggio-feticcio di James Joyce, protagonista di almeno 2 o 3 (considerando "Stephen Dedalus" come prima versione di "Portrait of the artist as a young man") volumi della produzione joyciana, tra cui il monumentale "Ulysses". Perchè ho specificato "femminile"? Mah, perchè immagino di non essere stata l'unica, nel tempo dell'invaghimento letterario, ad aver sviluppato la sindrome della crocerossina nei confronti del giovane "quasi gesuita, male in arnese" Stephen / James.
In genere sono le ragazze tendenti all'autolesionismo come me che vengono attratte dal giovane (mi scuserà il signor Joyce di questa miseranda riduttività di cui mi servo) tormentato, cervellotico, intellettuale che si ribella alla società bigotta, ed io non mi sono sottratta all'attrazione, ovviamente. In letteratura come nella vita.
In letteratura certi invaghimenti non sono poi tanto gravi, in fondo. Nella vita un po' più grave lo è stato, visto che della giostra di biondi pianisti romantici , musicisti rock irrisolti e finto-ribelli ed eterni studenti solenni bastardi a 360° (che probabilmente sono ancora lì a scroccare pranzo e cena a qualche povera scema) se ne poteva fare anche a meno. Magari avrei dato un'occhiata migliore a qualche ambizioso studente di medicina o a tranquilli geometri con studi ben avviati...
Ora, però non vorrei che si pensasse che la colpa del mio caccoso tourbillon sentimentale pre-matrimoniale sia del signor Joyce! Mi guarderei bene dall'insinuare questo!
Semplicemente mi sono trovata ad ascoltare via internet la voce del signor Joyce che leggeva una parte del "Finnegans'wake" ed ho pensato: che era invero una strana emozione sentire la sua voce tornare indietro dal tempo passato; che ho visitato diverse volte Trieste senza riuscire mai ad entrare al museo Joyce, dannandomi l'anima; che ho ancora i miei libri sparsi dentro le scatole e che dovrei tirarli fuori e sistemarli per bene. Ovviamente ho ripensato a Stephen Dedalus e al fatto che ho 36 anni e non più i 19 di quando ho comprato il libro; e ovviamente ho pensato che alla fine un musicista pianista l'ho pure sposato, non dovendo far nulla per salvarlo dalla romantica cosmogonia dell'irrisolta irrequietezza esistenziale e che anzi è lui che mi fa da crocerossino spesso ma più spesso mi manda a ca*are con le mie paturnie e non si mette al piano a suonare per me nemmeno se l'ammazzo.Però a me va bene anche così
Alla fine è finito. L'anno scolastico cioè. Basta scimmiette urlatrici fino a settembre.
Resta tanta stanchezza, un pugno di adempimenti burocratici, una casa-deposito che reclama attenzione, la consapevolezza che una certa quantità di cose avrebbero potute essere fatte meglio(
Tipo comunicare ai genitori la data della consegna schede che, ops, CI è sfuggita per ben 2 volte. Ma perchè, perchè, perchè, perchè ci devo pensare sempre io???A me pare di averci una forma di groviera nella testa!.
Per il prossimo anno affiggerò una tavola sinottica degli adempimenti e degli avvisi da preparare, una sorta di enorme post-it su cui scrivere le incombenze di base di un'insegnante che ormai mostra allarmanti crepe nella memoria e ricorrenti deficit di attenzione.
Tra l'altro, ero decisa a prepararmi per tempo al nuovo anno scolastico, archiviando sistematicamente il materiale e preparandone di nuovo durante l'estate.
Però se guardo il piano impegni dell'estate non credo che riuscirò a concludere molto delle cose che volevo fare.
Il ruolino di marcia comprende:
_3-5 luglio Londra;
_12/13- 25/26 luglio Sicilia
_7/8 - 16 agosto Berlino
l'1 settembre sarò di nuovo in servizio.
A conti fatti, credo che rientrerò a scuola con più buchi nel cervello di adesso!
Non c'ho più il fisico (e alla fine, non avrò più neanche il conto in banca!)
All'inizio dell'anno scolastico, se non addirittura prima, avevo sognato che mi sarei trovata a fine anno quasi senza accorgermi del suo trascorrere. E così è stato: siamo ormai a maggio e mancano poco più di 15 giorni alla fine delle lezioni ed io non mi sono quasi accorta dello scorrere del tempo se non da pochi segnali: i bambini che perdevano i denti, il libro le cui pagine del programma venivano macinate energicamente, una quantità scandalosa di fotocopie, l'avvicendarsi della consegna delle schede, dei colloqui.Nulla, comunque, di particolarmente rilevante.Unica eccezione al tranquillo tran tran di quest'anno, un paio di genitori tra il paranoico ed il frustrato che hanno tentato di rompere le uova nel paniere.con scarsi risultati, a questo punto direi.
Non una febbre, in tutto 5 giorni di mutua, 4 per colpa del nervo sciatico, 1 per gli accertamenti urgenti per un nodulino sospetto (risultato poi innocuo).Non ho mai fatto così pochi giorni di malattia in un anno scolastico!Paura di Brunetta??Ma manco per niente!
Però....però.....invece di sognare l'anno scolastico, non potrei sognare 5 o 6 numerozzi buoni da giocare al superenalotto?O di perdere 20 chilozzi in una botta sola....Se tanto mi da tanto....
La simmetria.
La simmetria è un concetto subdolo, fa pensare allo speculare, a due lati perfettamente sovrapponibili.Fa pensare alla coerenza, all'equilibrio.Come l'equilibrio, io la inseguo.come per l'equilibrio, la sua assenza mi mette a inquieta, mi disturba fino al disagio fisico.Solo per un breve periodo della mia esistenza, periodo scapigliato oserei dire, sono riuscita a indossare due orecchini scompagnati....Però, a differenza dell'equilibrio, talvolta riesco a raggiungerla.Una parete,la cattedra, il mobilio...Quale supremo atto di ribellione penso che tenere la chioma con la riga a sinistra o portare la tracolla sia il massimo.Penso che se fossi ambidestra raggiungere il top.Eppure.....eppure.....Eppure no, non mi riesce!
L'altra sera ero nel letto, sapendo di dovermi addormentare entro una certa ora, pena ciondolare sulla cattedra peggio di un papavero al vento, il mattino dopo.Il marito era a vedere qualcosa come il James Taylor Quartet( lui dice), io di Taylor giusto John e non il jazzista, non sono così aulica...comunque, ero lì mezza rintronata che vado a finire sul concerto dei Metallica su Mtv. Vabbè che i gusti musicali sono poi una questione personale...però...proprio bevendomi come una birra fresca il buon James Hetfield (che già bisognerebbe dargli un premio solo per il nome....James Hetfield....fantastico!) facevo un collage di vari pensieri:
1)innanzi tutto, da quando ho comprato il trolley, anche le colleghe che manco mi salutavano, si sentono autorizzate a chiedermi sorridendo ironicamente se sto partendo e/o arrivando e/o trasferendomi a scuola . Se ce l'hanno i ragazzi, perchè non posso avercelo io maestra, visto che mi caricavo come un mulo?Mica vado a lavoro con la borsettina come fanno talune, io!!!!Tzc!
2)la gente non si aspetta mai da me alcune cose.Tra le 2 maestre, io sono la più seriosa.Forse l'essere botti-forme ormai mi fa rassomigliare a una signora di Botero un po' dimessa, sicuramente severa e fredda con i bambini, quindi,implicitamente priva di colore o fantasia...
Fatto sta che ultimamente mi sento sempre più spesso dire "ah, da te non me l'aspettavo...sembri tanto seria invece hai queste uscite da matta scatenata..."Non mi è ben chiaro: in quanto fan dei Metallica dovrei girare con le mutande di fuori e un osso nel naso?O fare battute indossando un naso di gomma sennò non vale?O in quanto duraniana, dovrei indossare ancora le spallone imbottite e farmi il ciuffo biondo?
3)com'è che le persone che frequento, per lo più per lavoro, si rivelano tali e quali a come appaiono e invece a me finiscono per dire "Non credevo e invece...."?Le altre persone sono coerenti con se stesse?Sono simmetriche e io no?Sono più piatte di me (e qui ci vuol poco quando si ci è trasformati in una mela con i piedi) o solo più risolte?Le altre persone si dilettano a guardare e riguardare "Anna dai capelli rossi" o sono solo io a trovarlo un cartone delizioso da rivedere?e perchè lo trovo delizioso?
4)Perchè , pur essendo una costante lettrice di "Zdaura moderna"(Donna moderna), sono quanto di più lontano immaginabile dall'essere trendy, glamorous, o semplicemente ordinata?
Insomma, perchè sono così sideralmente lontana dalla simmetria con me stessa????????
Giorno 2 del periodo pasquale-mammesco. La mamma in trasferta che gira per casa lanciando "osservazioni" sullo stato caotico della magione richiede un surplus di autodisciplina mentale non indifferente. In più si ci mettono i medici che credono che basti essere bruschi per trasformarsi nel dottor House. E non è ! In più si ci mettono i genitori rompiscatole che devono venire a triturarti gli zebedei perchè, sostanzialmente, non hanno nulla da fare dopo essersi fatti laccare le unghia e fatti fare la messa in piega... In più c'è che quando stai tirando innanzi con un' influenza che non sbotta, il mal di gola, il mal d'orecchio e 25 alunni che ti ballano la macarena sulla testa e ti starnutiscono lamentosi in faccia, il minimo che tu voglia fare è trasformarti in Pepito nella Pampa-pa-pa che galoppa-galoppa-galoppa-pa, chissà quando...ritornerà...In più, e qui mi fermo : NON SONO IPOCONDRIACA! Non mi importa di quello che può dirmi il dottore di fronte alle splendide analisi che conduco meco: io so che c'è qualcosa che non va come dovrebbe, mannaggia la miseria!!!!!!
Sono arrivata a metà febbraio senza neanche una febbre (se si esclude qualche piccolo cedimento al raffreddore) e per me è un traguardo raramente raggiunto.Solo 4 giorni di mutua all’epoca del nervo sciatico.Un bel salto in avanti rispetto all’anno passato in cui a gennaio ero già da rottamare e non ne vedevo la fine.Così, all’indomani di una consegna schede rapida e soddisfacente per tutti riparto con la grande cavalcata nel secondo quadrimestre.
Sotto sotto azzarderei addirittura che a qualche genitore farebbe, forse, più piacere che tra le due ad andarsene a fine anno, fossi io.Non perché siano sorte discussioni o problemi, mi sembra di essere benvoluta da tutti al momento ma perché credo che molti alunni preferiscano un po’ di più la collega magra e con la parlantina.Io sono quella più severa, è indubbio.Che poi non è che i bimbi non siano affettuosi, anzi, mi sono davvero affezionata a loro. Però la collega M. uff che fatica! Non è antipatica, non lavora male, ci si intende in modo molto professionale e non litighiamo mai, neanche nel disaccordo.Però io comincio a soffrire un po’ troppo dell’isolamento in cui siamo.Lei, come me, non ha mai lavorato in questa scuola, la nostra classe è fisicamente isolata dalle altre, non ci arrivano voci di corridoio, lo scambio di informazioni spesso è parziale. Insomma, si lavora nella tranquillità ma è un continuo andare a questuare istruzioni operative (perché ogni scuola fa pianeta a sé) o altro.Certe volte faccio domande ovvie, altre volte scopro che ciò che dovrebbe essere ovvio non lo è affatto e mi sento l’ultima delle imbecilli. E considerato che sono per lo più io che mi pongo questi problemi e non lei, un po’ di responsabilità sulle spalle comincio a sentirmela. E un po’ di stanchezza. Forse migliorerà l’anno prossimo.Lei andrà via e magari mi assegneranno una collega che già lavora qui da più tempo di me.Anche questo un po’ pesa: le altre neache ci (mi )si filano, anzi, ci (mi) trattano con assoluta sufficienza. Fanno un po’ casta chiusa, insomma. In tempi “di guerra “ come quelli di Lacaffeina, non sarebbe stato poi importante ma in tempi “di pace” come qui, beh, la differenza pesa e si nota. L’essere timida non mi aiuta. Mi sono pure iscritta al corso di aggiornamento così da avere più occasione d’incontro con le “anziane” ma neanche lì…Mah. Forse invecchiando….